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Paolillo sicuro: “Zhang? Futuro Inter in mano ad Oaktree. Cordata italiana? Non fatemi ridere”

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Ernesto Paolillo, ex dirigente dell’Inter, ha parlato della squadra nerazzurra e del momento finanziario che sta vivendo. Queste le sue parole sul canale YouTube di Gianluca Rossi:

“Per ora nessuna novità prima di maggio 2024, calcolando le informazioni dalle notizie che sono uscite negli ultimi giorni. Non so se in ballo ci siano delle trattative concrete, ma io da uomo di finanza faccio i conti facili: l’Inter ha un debito significativo, direi molto significativo. E di conseguenza non è sostenibile pagando un debito a tassi d’interesse come quelli che sta pagando ora la società. Questo significa deficit su deficit. Rimango convinto che Steven Zhang non potrà mai coprire con altre risorse il debito, a meno che potrà esportare capitali dalla Cina, ma questa rimane una soluzione abbastanza difficile. Zhang non potrà fare altro che rinunciare al pegno che ha dato alla società americana Oaktree, così cederà il club al fondo in cambio del debito. Gli scenari futuri sarebbero nelle mani di Oaktree e non più di Steven Zhang”.

Paolillo aggiunge: “La cosa buona è che l’Inter non è una società quotata in borsa, così non ha il vincolo di avvisare quando in mezzo ci sarà una trattativa con un compratore. L’unico obbligo rimane quello di denunciare operazioni perfezionate e non in itinere. I segnali di offerte non ci sono, perché se ci fossero si vedrebbero, per esempio, da chi ha fatto una diligenza per vedere le carte dopo aver lanciato l’offerta. Zhang chiede 1 miliardo per l’Inter? Io aspetterei Oaktree”.

Infine: “Cordata italiana? Non credo minimamente alla cordata. Mi fa ridere questa cosa perché in un club chi deve assumersi il rischio deve essere uno, quindi nessuno lo farebbe. Per scegliere l’allenatore o i giocatori da prendere dove si riunirà la cordata, al bar? Non è professionale per una squadra delle dimensioni dell’Inter. Gli imprenditori italiani e interisti ci sono, ma non vanno mica a prendere il rischio di gestire una squadra del livello dell’Inter che deve competere in grandi palcoscenici con dei costi elevatissimi. Per ora credo solo nella professionalità di un fondo che abbia capitali e tempo per fare questo lavoro”.

 

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